Come posizionare un brand con il modello Iconical: il caso Elevia

Branding Come posizionare un brand con il modello Iconical: il caso Elevia Come abbiamo posizionato il brand Elevia Quando Federica e Andrea, un’insegnante di pilates e un osteopata, mi raccontarono la loro idea, avevano lo stesso desiderio di molti professionisti: offrire benessere alle persone. Ma sentivano che qualcosa non funzionava nella loro marca, che ancora non aveva un nome chiaro e che faticava a emergere in un mercato già affollato. Volevano una risposta precisa a questa domanda: “Come possiamo rispondere, in modo efficace e profondo, a chi cerca benessere?”. Erano convinti della loro risposta — sì, potevano farlo — ma non avevano ancora le idee abbastanza organizzate per trasformare questa convinzione in una marca forte. Capire il mercato prima di scegliere la strada Il primo passo fu guardare fuori. Non si può costruire una marca senza capire il paesaggio competitivo in cui si vuole entrare. Così abbiamo mappato tutte le categorie di offerta attorno al benessere: centri yoga, poliambulatori, medici specialisti, centri estetici e centri olistici. Il modello Iconical Brand Positioning – in particolare la Piramide dei Benefici che trovi nel quaderno “Come posizionare un brand con il modello Iconical” – è stato fondamentale per capire quali benefici soddisfano queste categorie, quindi: Poliambulatori: ci vai quando hai un dolore da risolvere, quindi è una categoria che vive completamente nella fascia dei benefici funzionali; Medici Specialisti: beneficio puramente funzionale, non c’è nulla di emotivo, similmente agli ambulatori ci si va quando si sta male; Centri Estetici: qui raramente appare un dolore fisico, le persone ci vanno per stare bene, per essere felici e serene. Quindi è una categoria che parte dalla fascia dei benefici funzionali e raggiunge pienamente quelli emotivi; Centri olistici: ci troviamo nella fascia dei benefici autorealizzativi, dal momento che in questi luoghi si vuole raggiungere uno stato di benessere a 360 gradi con diversi percorsi, coinvolgendo sia la scienza occidentale che i metodi orientali e non strettamente scientifici. All’interno di questa particolare categoria, inoltre, le persone vogliono sentirsi parte di un gruppo, condividendo valori e pratiche che hanno a che fare con percorsi e professionalità molto specifiche (pensa, per esempio, alla componente di aggregazione sociale che coinvolge chi pratica la meditazione); Centri Yoga: anche qui siamo nella parte alta della Piramide dei Benefici. Le persone che frequentano i centri yoga non hanno di solito un dolore fisico specifico, da risolvere con una medicina, un antidolorifico o una terapia. Essi vogliono stare bene, raggiungendo uno stato di salute positivo con la pratica dello Yoga sentendosi parte di un gruppo. Condividi questo articolo Facebook LinkedIn WhatsApp
Come aiutare un business a esprimere il suo potenziale: il caso Gioielleria Brunelli

Branding Come aiutare un business a esprimere il suo potenziale: il caso Gioielleria Brunelli Quando il potenziale resta bloccato Aiutare un’impresa a esprimere il proprio potenziale non significa intervenire sul prodotto o sul mercato. Significa lavorare sulle persone che guidano il business. Il caso di Gioielleria Brunelli nasce proprio da qui: da una difficoltà percepita, dichiarata apertamente, che non riguardava il “cosa”, ma il “come”. Un disagio sottile, ma persistente, che molti imprenditori conoscono bene. Il problema, detto da chi lo vive All’inizio del percorso il punto non era poco chiaro. Era stato espresso con parole semplici, dirette, senza filtri. “Sappiamo fare bene il nostro lavoro, ma facciamo fatica a far capire davvero il valore di quello che facciamo.” E ancora: “Spesso ci sembra di essere percepiti come una gioielleria come tante, quando sappiamo di non esserlo.” Queste frasi non parlano di marketing. Parlano di frustrazione imprenditoriale. Del divario tra ciò che si è e ciò che viene riconosciuto. Un divario che, col tempo, può diventare un freno decisionale e operativo. Fermarsi prima di cambiare Il lavoro non è partito da soluzioni, ma da una pausa consapevole. Un momento di sospensione dall’operatività per guardare l’impresa dall’interno. Ascoltare Maurizio, Leonardo e il team ha significato portare alla luce convinzioni sedimentate nel tempo. “Diamo per scontate cose che per noi sono normali, ma forse non lo sono per chi entra qui per la prima volta.” Questa consapevolezza segna sempre un passaggio chiave nel business coaching. Quando l’imprenditore riconosce ciò che sta dando per scontato, inizia a recuperare margine di scelta. Rimettere a fuoco il ruolo dell’imprenditore Uno dei nodi centrali è stato il ruolo. Non solo cosa fanno, ma chi sono dentro l’impresa. Quando il focus resta esclusivamente sull’operatività, il rischio è perdere visione e autorevolezza. “Siamo talmente dentro il lavoro quotidiano che non ci fermiamo mai a guardarlo da fuori.” Il coaching lavora esattamente qui: nel riportare l’imprenditore in una posizione di osservazione e guida. Non per allontanarlo dall’impresa, ma per restituirgli lucidità. Da quella lucidità nascono scelte più chiare, meno reattive, più intenzionali. Dal disagio alla direzione Nel caso di Gioielleria Brunelli, il problema iniziale non era un limite strutturale. Era un potenziale non espresso, compresso da abitudine e responsabilità. Una volta nominato, osservato e compreso, quel disagio ha iniziato a trasformarsi in direzione. Il business coaching non aggiunge complessità. Toglie rumore. E quando il rumore si abbassa, l’imprenditore torna a sentire con chiarezza dove sta andando e perché. Chiediti se il problema che senti oggi nel tuo business è davvero esterno, o se nasce da ciò che non stai più guardando. Condividi questo articolo Facebook LinkedIn WhatsApp